World Air Games Torino 2009 - Mongolfiere
By Mauro Ujetto • giu 8th, 2009 • Category: featuredL’origine del pallone aerostatico è opera dei fratelli francesi Joseph Michel e Jacques Étienne Montgolfier. Grazie ai loro esperimenti, il 21 novembre 1783 Jean-François Pilâtre de Rozier e il marchese François D’Arlandes compirono su Parigi il primo volo non vincolato della storia. In Italia il primo campionato nazionale di volo in mongolfiera data al 1988 a Scandiano (Reggio Emilia), mentre nel 1997 nacque la Federazione Italiana di Aerostatica, che nel 2005 ottenne dall’Aeroclub d’Italia il riconoscimento del volo aerostatico accanto alle altre specialità del volo sportivo.
Sebbene entrambi siano aerostati, quindi mezzi più leggeri dell’aria, mongolfiere e palloni a gas si distinguono, in quanto nelle prime l’involucro viene riempito con aria riscaldata dalla combustione (normalmente di gas propano contenuto in bombole), mentre i secondi (detti anche “charliere”, dal nome del chimico francese Charles) utilizzano gas leggeri (elio o idrogeno) con il quale l’involucro viene gonfiato una volta soltanto, prima del decollo. La differenza si concretizza anche nelle modalità con cui i palloni sfruttano le diverse direzioni del vento in quota per controllare il proprio percorso. Nel caso delle mongolfiere, la quota viene controllata variando il flusso di calore prodotto, e la durata di volo dipende dalla quantità di propano disponibile. Terminato il gas non è più possibile il sostentamento, e le gare si esauriscono nell’arco di due tre ore. Per i palloni a gas, invece, il controllo della quota avviene in salita, alleggerendo il peso a bordo attraverso il rilascio di zavorra (sabbia), o in discesa, rilasciando gas attraverso opportune valvole. In questo caso, terminata la zavorra a disposizione, non è più possibile salire in quota e il volo è destinato a terminare. Si tratta comunque di voli molto più lunghi, che – nei casi di record – possono durare anche molti giorni. La spinta aerostatica fa riferimento al Principio di Archimede: “Un corpo immerso (totalmente o parzialmente) in un fluido riceve una spinta (detta forza di galleggiamento) verticale (dal basso verso l’alto) di intensità pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo. Tale forza è detta forza di Archimede o spinta di Archimede, o ancora spinta idrostatica, e non riguarda solo i corpi immersi nell’acqua, ma in qualunque altro fluido, liquido o gas”.
La gara consiste in prove di navigazione e precisione: diverse manche in cui i piloti devono sorvolare “bersagli” assegnati dai giudici o scelti da loro stessi. Un trasmettitore GPS rileva la posizione delle mongolfiere durante tutto il volo, consentendo di produrre una proiezione grafica computerizzata dell’intero percorso.
Mauro Ujetto is fotografo sportivo, amante della montagna e del mare.
Soggetti preferiti lo sci e la vela, senza disdegnare surf,windsurf ed atletica.
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